All’alba del 2 aprile 2015, alcuni esponenti del movimento somalo islamico guidato da Al Shabaab hanno attaccato il campus universitario di Garissa, in Kenya, a circa 150 km dal confine con la Somalia, compiendo una strage durata circa 16 ore, nella quale sono rimaste vittime più di 147 persone fra studenti e insegnanti. Pare che ci sia stata una vera e propria selezione, ovvero che i terroristi abbiano risparmiato i musulmani, togliendo la vita a chi si fosse professato cristiano. Purtroppo, ancora una volta ci troviamo davanti ad una carneficina a sfondo religioso e non è la prima realizzata da Al Shabaab in Kenya, dove aveva già colpito nel 2013 presso il centro commerciale Westgate a Nairobi, uccidendo 67 persone.

A distanza di qualche giorno, molti fra civili ed enti mediatici puntano il dito contro il presidente del Kenya Kenyatta per non essersi recato a Garissa ad incontrare i parenti delle vittime e compiangerne la scomparsa; inoltre c’è chi ritiene che questo massacro poteva essre evitato, ma nulla è stato fatto per prevenirlo. Altre critiche riguardano la mancata tempestività dell’intervento militare kenyota, i quattro militanti responsabili dell’attentato sono infatti stati abbattuti solo 15 ore dopo l’inizio della sparatoria.

Kenya Red Cross staff assist a woman after she viewed the body of a relative killed in Thursday's attack Nairobi, Kenya, 3 April 2015

Si tratta chiaramante di un evento catastrofico, il più grave attacco terroristico avvenuto in Kenya dal 1998, quando fu bombardata l’ambasciata americana a Nairobi. Non posso fare a meno di domandarmi perchè i media internazionali già hanno smesso di parlarne. Solo pochi mesi fa, in seguito all’attacco alla rivista francese Charlie Hebdo, che si è lasciato alle spalle 12 vittime, abbiamo visto esponenti politici di diverse nazioni riunirsi per commemorare i giornalisti. A Garissa sono morte 147 persone, ma nessuno ne parla. Sarà perchè in Africa siamo soliti farci la guerra a vicenda? Sarà perchè, se non si tratta di guerriglia, è AIDS,  o la fame…?

 

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 Bellamy                                                                                                                                                                                                    

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