Nel 2019 Lorenzo Tronconi ha conquistato sia i giudici che il pubblico di Italia’s Got Talent con delle performance mozzafiato. Oggi sta lavorando all’uscita del suo primo disco che promette di dare nuova vita al genere soul-trap e RnB made in Italy.

Vorrei fosse chiaro a tutti che anche chi è nero, gay e ha un fisico che non rientra nei canoni estetici imposti dalla società può realizzarsi nella vita e nel mondo della musica.

Lorenzo Tronconi

Lorenzo Tronconi, 17 anni della provincia di Ravenna, vive immerso nella musica da quando era in fasce. Il suo primo amore è stato il classico afrobeat nigeriano, contemporaneamente al genere gospel, suonato nelle chiese che ha frequentato per volontà della madre, originaria della Nigeria. 

Nel tentativo di superare la sua timidezza, attorno ai 10/11 anni ha iniziato a prendere lezioni di canto e di recitazione e quando la madre ha scoperto il suo talento, non ha avuto alcun dubbio: <<Tu devi cantare, devi fare questo nella vita>>.

Caso ha voluto che proprio lei trovasse l’annuncio dei casting a Bologna per il programma televisivo Italia’s Got Talent, esortando Lorenzo, allora quindicenne, a partecipare, standogli accanto in tutte le fasi della competizione, sino alla finale che Lorenzo Tronconi le ha dedicato esibendosi con una cover in chiave soul della canzone “Io mamma” di Coez.  <<Il pezzo parla del rapporto con mia madre, che considero la mia migliore amica. Siamo molto uniti perché ha fatto tantissimi sacrifici per la nostra famiglia. Nonostante lei fosse da sola con tre figli, è sempre riuscita a portarmi a lezione di canto e di recitazione e ha sempre creduto in me. Se questo sogno sta diventando realtà è solo grazie a lei>>.

Raccontaci della tua esperienza a Italia’s Got Talent. Quando hai iniziato le selezioni avevi solo 15 anni, come hai vissuto tutto il percorso?

Ogni volta che salivo sul palco, pensavo solo a fare musica e a mostrare il mio talento. Arrivare tra i finalisti è stata un’emozione indescrivibile perché, prima di quel momento, ero estremamente insicuro e dubitavo spesso delle mie capacità a causa del bullismo, del razzismo e dell’omofobia che ho subito per molti anni della mia vita, essendo io nero, gay e in carne. Per questi motivi, raggiungere quel traguardo è stata la conferma inaspettata di cui avevo bisogno per iniziare ad investire seriamente nella mia carriera musicale. Quando penso che oggi a 17 anni sto facendo molte delle cose che sognavo di realizzare, ancora non mi sembra vero. 

Quando hai capito di essere gay e a che età hai fatto coming out?

L’ho sempre saputo, ma ho fatto coming out all’età di 12 anni. La prima persona a cui l’ho detto in famiglia è stata mia madre che l’ha presa molto bene, perché l’aveva intuito. Riconosco di essere fortunato ad avere una madre come la mia, perché l’omofobia è molto presente nella cultura nigeriana. Lei viene da una famiglia rigida, suo padre era un militare, nonostante ciò è una persona molto comprensiva e aperta mentalmente. Non mi ha mai fatto sentire inadeguato per il mio orientamento sessuale, anzi mi ha sempre lasciato libero di esprimermi e di andare ai pride.

La prima volta che sono stato al pride avevo 13 anni. Ero arrivato a Bologna felicissimo, coloratissimo, con i miei capelli afro enormi e ricordo di aver pensato <<finalmente ho trovato un posto in cui posso essere libero, non vengo deriso da nessuno, anzi ricevo complimenti per il mio look. Finalmente sento di appartenere a qualcosa>>. Da quel giorno mi sono impegnato ad educarmi sulla realtà LGBTQ+. 

Purtroppo ho trovato molta ignoranza anche all’interno di quella comunità, infatti tra le varie “categorie” queer ci sono molti pregiudizi e poca empatia. Sta cosa non riesco proprio a capirla perché ogni persona dovrebbe essere libera di essere chi vuole, di amare chi vuole e di esprimere la propria concezione di amore senza essere giudicata.

Omofobia e divisioni nella comunità nera italiana.

A malincuore devo dire che ho riscontrato un sacco di omofobia anche nelle nuove generazioni di italiani afrodiscendenti. Non mi sento al sicuro quando sono circondato da tante persone nere perché temo di essere aggredito. Mi è capitato anche ieri, alla manifestazione black lives matter a Bologna, dove sono andato indossando un crop top e, da come mi guardavano i ragazzi neri presenti, avevo realmente paura che sarei stato attaccato da un momento all’altro. Quando mi trovo in contesti con solo persone bianche invece sono più tranquillo.

Un’altra questione problematica è la tendenza a creare divisioni tra persone nere e mixed race. Spesso vengo escluso per il fatto di avere la madre nigeriana e il padre italiano <<Tu non puoi capire cosa si prova ad essere nero>>. Sono perennemente in un limbo: da una parte vengo rifiutato dai neri perché non mi ritengono degno di appartenere alla comunità nera, dall’altra sono bullizzato dai bianchi perché sono nero. Ho difficoltà a trovare una comunità di persone che mi accetti interamente per quello che sono, senza farmi sentire inadeguato per la mia etnia.

Durante tutta la mia adolescenza ho dovuto fare i conti con razzismo, colorismo, omofobia e fat shaming. Queste esperienze hanno inevitabilmente minato la mia autostima, la musica è sempre stata la mia via d’uscita e col passare del tempo ho imparato a credere in me stesso, ad apprezzare tutti i lati di me.

Vorrei fosse chiaro a tutti che anche chi è nero, gay e in carne può realizzarsi nella vita e nel mondo, è un messaggio che spero di riuscire a trasmettere con la mia musica e con la mia voce.

Ci hai anticipato che stai lavorando al tuo primo album, com’è iniziata la realizzazione di questo progetto e che tipo di musica dobbiamo aspettarci?

Sì, dopo Italia’s Got Talent ho avuto un anno di transizione in cui ho cercato di individuare la mia identità dal punto di vista musicale e in quale lingua avrei voluto scrivere, essendo io un cantautore. In passato è sempre stato più semplice esprimermi in inglese perché non mi sentivo confident a farlo nella mia lingua, invece in questo album per la prima volta ho scritto pezzi in italiano.

Il progetto uscirà questo autunno/inverno, avrà un’anima soul e spazierà dal soul trap, all’rnb, alla dancehall. Devo dire di essere molto soddisfatto di quello che io e il mio team abbiamo realizzato fino ad ora. Sto collaborando con delle persone che mi permettono di fare la musica che mi piace, senza limiti né restrizioni e di questo sono molto grato.

Mi auguro che tramite questo disco finalmente la musica soul e rnb inizino ad ottenere l’apprezzamento e il rispetto che meritano e che il gusto musicale del pubblico italiano diventi più sofisticato per quanto riguarda la musica black.

Quali artisti hai a ruota nelle playlist che ascolti più frequentemente?

Summer Walker, Sza, Jhene Aiko sono le mie principali fonti di ispirazione. Amo anche David Blank, 6lack e PartyNextDoor, Travis Scott. Ascolto anche un sacco di musica afrobeat, i miei artisti preferiti sono Davido e Rema, ma trovo molto validi anche Teckno e Wizkid.

Oltre alla musica, mi piace esprimere la mia creatività con la fotografia, la moda, gioco anche col makeup. Sicuramente nel prossimo futuro ho intenzione di riprendere a studiare recitazione, una passione che ho scoperto anni fa e che purtroppo ho un po’ accantonato.

Fonti immagini: Lorenzo Tronconi, Twitter.

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