Oggi vi presento Valentino Agunu aka WADO – che nella sua lingua originaria, Urhobo, significa “Ben fatto”-. E’ un ventenne romano di origini nigeriane laureando in biotecnologie che, grazie alla sua musica, è in grado di abbracciare mondi e stili talvolta opposti tra loro. Molto presto lo vedremo sul grande schermo come attore protagonista in “Le nozze di Laura”, film di Pupi Avati.

Valentino, nel tuo singolo “Tetris” canti a gran voce <<Black Italiano>>. E’ così che ti definisci? 

Sì, sono un italiano nero e mi fa piacere che si stia diffondendo sui social media, tramite gruppi, blog e hashtag, l’acronimo “black italian” che riunisce in una community tutti coloro che, pur essendo italiani, si sentono esclusi da questa nazione universalmente considerata solo caucasica. In età adolescenziale ho affrontato dei momenti di confusione di identità culturale, ma il senso di smarrimento è svanito quando mi sono trasferito in Nigeria, dove ho trascorso la mia adolescenza. Quella lunga permanenza mi ha permesso di conoscere e imparare ad amare il mio paese d’origine, per cui oggi mi sento tanto italiano quanto nigeriano.

ImmaginarCredi che l’Italia sia un paese integrato? Eventualmente cosa ritieni possa essere fatto per ottenere un’integrazione effettiva?

Molto dipende dal concetto che ognuno di noi ha di integrazione. Io penso e vivo come un italiano, parlo romano, vado matto per la carbonara, la parmigiana… Più integrato di così! Se non fosse per il tempo trascorso in Africa, mi sentirei solo ed esclusivamente italiano perché le mie radici sono qui. Ritengo che siano gli italiani autoctoni a doversi abituare al cambiamento inevitabile che sta avvenendo in Italia, accettando l’eterogeneità della nuova faccia del Bel Paese. Credo inoltre che il primo ostacolo all’integrazione sia l’occhio. Mi riferisco al pregiudizio visivo dell’italiano medio che, incontrando qualcuno con la carnagione più scura della sua, dà per scontato che si tratti di uno straniero e che sicuramente non comprende la sua lingua.

Mi è capitato spesso di sentirmi dire << Come parli bene l’italiano! >> E io ironizzando rispondo sempre << Grazie, anche lei! >>.

In secondo luogo, i mass media che tendono ad enfatizzare gli episodi di cronaca in cui sono coinvolti degli stranieri e ad accentuare proprio la diversa provenienza di questi ultimi, generando astio e odio che sfociano in xenofobia.

Quando e come è iniziata la tua carriera artistica?

Mi sono avvicinato alla musica da ragazzino suonando il flauto traverso, mentre in Nigeria per diversi anni ho suonato e cantato nella band della chiesa che frequentavo. Rientrato in Italia, ho deciso di coltivare questa passione esplorando diversi generi musicali e collaborando con vari artisti e produttori, ma il mio primo vero EP, di cui vado fiero perché ci ho messo anima e corpo occupandomi anche della produzione,  è <<Parole povere>> da cui ho già estratto il singolo <<Tetris. #BellaPerTe>>.

Ad oggi hai prodotto e collaborato in brani che appartengono a stili talvolta opposti tra loro. Qual è la tua identità musicale?

I brani che compongo e a cui partecipo rispecchiano la musica che ascolto: oggi  può trattarsi di afrobeat, domani di hip hop, il giorno dopo ancora house o r&b… A seconda del mood. Non mi pongo limiti, mi piace esplorare campi sconosciuti.  Questo si nota anche nell’Ep a cui sto lavorando: un progetto sperimentale che mi rappresenta molto e in cui sono felice di essere riuscito ad incorporare le sonorità delle mie origini africane. La mia personalità emerge anche dai testi delle canzoni, in cui unisco la lingua italiana con l’inglese e il pidgin english tipico nigeriano perché io parlo così; mi viene naturale e spesso neanche me ne rendo conto.

Come intendi conciliare la carriera artistica con il percorso di studi in biotecnologia?

Per il momento intendo sfruttare la laurea per ottenere un’indipendenza finanziaria che mi consenta di promuovere la mia arte, che è ciò a cui tengo maggiormente. L’obiettivo è quello di vivere non soltanto per, ma anche di musica.

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In pochi sanno che oggi Valentino Ag è anche attore…

Sì, ancora non mi pare vero. E’ avvenuto tutto per caso: mi sono presentato al provino per il ruolo di co-protagonista dell’ultimo film di Pupi Avati e ho sbaragliato la concorrenza! E’ stata una bellissima sorpresa, soprattutto perché non ho mai studiato recitazione; l’unica esperienza simile l’ho avuta partecipando per tre anni ad uno spettacolo teatrale estivo realizzato da Alda Fendi, ma non si è trattato di vera e propria recitazione, dovreste vederli per comprendere…

Parlaci del personaggio che interpreti in “Le nozze di Laura“, film di Pupi Avati.

Io sono Karimu, un principe del Chad che in Italia raccoglie le arance per mantenersi mentre studia medicina. Tra le famiglie per le quali lavora c’è quella di Laura, figlia di un caporale italiano rimasta incinta di un ragazzo che l’ha abbandonata. Il film ispirato al miracolo delle nozze di Cana tratto dal Vangelo secondo Giovanni, racconta la storia d’amore complicata di questi due giovani, passando per pregiudizi, equivoci e disavventure… E’ un film che insegna e che porta a riflettere, sono sicuro che vi piacerà.

Ringrazio Valentino per averci concesso questa intervista e vi lascio al suo nuovissimo video, girato presso il lago di Lecco: “Voglio toccare #OPDTC” feat. Mista Tolu e Yank di Mancamelanina Records, ultimo estratto dall’Ep <<Parole povere>>, in uscita a breve. Si tratta di un pezzo HOT in tutti i sensi: dal sound al testo, dove l’r&b old school si fonde magnificamente con un beat attuale, perfetto per salutare la calda estate che sta per concludersi!

Apprezzo particolarmente la musica di Valentino perché ha una canzone per ogni stato d’animo, si mette continuamente in gioco dal punto di vista artistico, avvicinandosi a generi distanti dal suo repertorio e soprattutto è innovativo. Datemi retta e tenetelo d’occhio perché vi sorprenderà!

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Bellamy

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